Giuseppe Saba
Li Petri Saldi di Saba Giuseppe
Il suino sardo è una razza autoctona di piccola taglia, originaria della Sardegna. Rustico e resistente, presenta caratteristiche morfologiche simili a quelle del cinghiale, con cui talvolta si incrocia. Vive prevalentemente allo stato semibrado nella macchia mediterranea e nel sottobosco, dove pascola liberamente adattandosi all’ambiente naturale dell’isola.
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Li Petri Saldi di Saba Giuseppe
Soc. Agr. Fratelli Deriu
Kentenaryu srls di Fabiola Pusceddu
Alghero, quinta città della Sardegna per popolazione con circa 44 mila abitanti, è una delle principali porte d’accesso all’isola grazie all’aeroporto di Fertilia. Affacciata su un mare dai colori intensi, conquista con il suo centro storico cinto da bastioni, i tetti rossi e le passeggiate panoramiche sul mare. Il litorale, lungo circa 90 km e noto come Riviera del Corallo, ospita la più importante colonia di corallo pregiato del Mediterraneo e splendide spiagge come Le Bombarde, il Lazzaretto, Mugoni, il Lido di San Giovanni e le dune di Maria Pia. Gran parte della costa rientra nell’area marina protetta di Capo Caccia – Isola Piana, dove si trova la celebre Grotta di Nettuno.
Il territorio è arricchito dal Parco di Porto Conte, oasi di macchia mediterranea, boschi e lagune, e da numerose testimonianze archeologiche come domus de Janas, necropoli e nuraghi. Il centro storico conserva una forte impronta catalana, visibile nelle mura e negli edifici religiosi, tra cui la cattedrale di Santa Maria e le chiese di San Michele e del Carmelo. La città è anche un vivace polo culturale, con la Casa Manno, il Museo del Corallo e tradizioni molto sentite come il Capodanno catalano e i riti della Settimana Santa.
Ad Alghero sono presenti importanti custodi della biodiversità agricola e zootecnica locale: Murineddu Angelo, custode del suino sardo, e Carboni Monica, che preserva diverse varietà tradizionali come il Mandorlo arrubia, il Melo appiu, il Fagiolo Faita Brent’e monza, il Mandorlo Cossu, la Pera Camusina di Sassari, il Mandorlo Niedda, la Pompìa e la Cipolla Seba Mitja Vermella, contribuendo alla tutela di un prezioso patrimonio identitario del territorio.

Arzachena è una cittadina della Gallura situata a circa 25 chilometri da Olbia, caratterizzata da un territorio ampio e variegato che alterna spiagge di rara bellezza, colline ricoperte di vigneti, paesaggi granitici di grande fascino e importanti testimonianze archeologiche. Conta circa 14 mila residenti nei mesi invernali, ma dispone di un numero analogo di posti letto, a conferma di una forte vocazione turistica e di una crescita costante dal punto di vista demografico ed economico.
Il nome di Arzachena è strettamente legato alla Costa Smeralda, simbolo del turismo d’élite nato negli anni Sessanta del Novecento e noto a livello internazionale. Accanto al turismo di lusso, l’economia locale si fonda anche sulla nautica, sull’estrazione del granito – elemento distintivo dell’architettura del centro storico – e su una solida tradizione vitivinicola, in particolare con la produzione del Vermentino di Gallura.
Dal piccolo nucleo sorto intorno alla chiesa di Santa Maria fino al XVII secolo, il centro urbano si è evoluto in un armonioso insieme di piazze, facciate in granito rosa e pietra chianca, scorci fioriti e spazi verdi animati da botteghe artigiane, boutique e locali. Il territorio comunale comprende inoltre gli storici stazzi galluresi, oggi spesso riconvertiti in agriturismi e b&b, e numerose frazioni come Abbiadori, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu e Porto Cervo.
In questo contesto ricco e dinamico riveste un ruolo fondamentale la tutela delle biodiversità locali. Ad Arzachena operano diversi custodi che preservano razze animali e varietà agricole tradizionali: Filippeddu Santino, custode del mandorlo Arrubia e Cossu, della vacca sardo-modicana, dell’asino sardo e del suino sardo; Piasotti Luca, impegnato nella salvaguardia della vacca sardo-modicana e della vacca sardo-bruna; Marchetti Caterina, custode dell’asino sardo e dell’asino dell’Asinara; Abeltino Pasqua, che tutela il cavallino della Giara e l’asino sardo; e Pusceddu Fabiola, custode del suino sardo. Grazie al loro impegno, un patrimonio di grande valore identitario continua a essere tramandato e valorizzato nel territorio di Arzachena.

Bonorva è un borgo affascinante situato nel cuore del Logudoro, nell’entroterra nord-occidentale della Sardegna, a circa 50 chilometri da Sassari. Il nome, probabilmente derivato dal latino *Bonus Orbis*, ovvero “buona terra”, richiama il profondo legame di questo territorio con la natura e la fertilità dell’altopiano di Campeda, da secoli vocato all’agricoltura e alla pastorizia.
Il paese conserva testimonianze straordinarie di un passato che affonda le radici nella preistoria, come la necropoli di Sant’Andrea Priu, uno dei complessi funerari più importanti dell’isola e del Mediterraneo, con le sue domus de janas scavate nella roccia oltre 5.000 anni fa. Il centro storico, con i suoi vicoli e scorci panoramici, è dominato dalla chiesa della Natività di Maria, edificata tra il XVI e il XVII secolo, che custodisce altari e opere di grande valore artistico.
Bonorva è anche un luogo dove le tradizioni artigiane restano vive, in particolare l’arte tessile realizzata su telaio orizzontale, da cui nascono tappeti e arazzi che raccontano l’identità culturale del territorio. Intorno al borgo si estende un paesaggio autentico fatto di altopiani, nuraghi, antichi affioramenti rocciosi e percorsi immersi nella natura, ideali per escursioni e momenti di quiete.
In questo contesto di profondo rapporto tra uomo e ambiente, assume grande importanza la tutela delle biodiversità locali. A Bonorva operano custodi impegnati nella salvaguardia di preziose razze tradizionali: Deriu Francesco, custode della vacca sardo-bruna, e Cossu Maria Antonietta, custode del suino sardo. Grazie al loro lavoro e alla loro dedizione, un patrimonio zootecnico di grande valore continua a essere preservato, contribuendo a mantenere viva l’identità rurale e culturale del territorio.
