Pecora sarda: Un tesoro da proteggere
Biodiversità

Vacca sardo-modicana

La vacca sardo-modicana è una razza bovina originata dall’incrocio tra tori di razza Modicana e vacche della popolazione autoctona della Sardegna meridionale.

Descrizione

La vacca sardo-modicana è una razza bovina originata dall’incrocio tra tori di razza Modicana e vacche della popolazione autoctona della Sardegna meridionale. Frutto di un meticciamento selettivo, unisce caratteristiche di rusticità e adattamento al territorio, rappresentando un importante patrimonio zootecnico dell’isola.

Informazioni tecniche

Regno:
Animale
Famiglia:
Bovidae
Genere:
Bos
Specie:
Bos taurus
Area di origine:
Montiferru

Allevatori della biodiversità

The interest's points

Tipologia:
Punto di interesse

Arbus

Arbus è un territorio dal nome di etimologia incerta, che potrebbe derivare dal latino *albus*, in riferimento al colore chiaro delle rocce montane, da *arburis* per l’antica ricchezza di alberi, oppure da *arabus*, legato alle invasioni barbariche delle sue coste. Più certa e profondamente radicata è invece la sua tradizione artigiana, in particolare la lavorazione dei coltelli a lama ricurva, le *is arresoias arburesas*, simbolo di abilità manuale e identità locale.

Il comune di Arbus possiede uno dei territori più estesi d’Italia, secondo in Sardegna solo a Sassari, e occupa una vasta area del centro-sud-ovest dell’isola. Il suo litorale si sviluppa per circa 47 chilometri ed è tra i più suggestivi della Sardegna, con un alternarsi di ampie spiagge di sabbia dorata, alte dune modellate dal vento e scogliere che si affacciano su un mare cristallino.

Questa fascia costiera è conosciuta come Costa Verde, un paesaggio selvaggio e incontaminato dove alcune delle dune più alte d’Europa scendono verso acque dalle intense tonalità di azzurro e verde smeraldo. Alle spalle del mare, la vegetazione mediterranea, plasmata dal maestrale, dà forma a scenari unici, con ginepri secolari piegati fino al suolo.

Arbus è una meta scelta da chi ama luoghi autentici e non convenzionali, lontani dal turismo di massa, dove l’accoglienza è semplice e genuina, profondamente legata allo stile di vita sardo e al contatto diretto con la natura. In questo contesto riveste un ruolo fondamentale la presenza dei custodi delle biodiversità locali: Atzeni Pietro, che tutela la vacca sardo-modicana, la capra sarda e la pecora nera di Arbus; Schirru Monica e Schirru Roberto, custodi della vacca sardo-modicana; Casti Sebastiano per l’asino sardo; Lampis Mauro e Sandro, Saba Monica, Isu Paolo e Dessì Ignazio impegnati nella salvaguardia della pecora nera di Arbus, con Saba Monica attiva anche per la capra sarda; e Pala Gabriella, custode della capra sarda. Grazie al loro impegno, un patrimonio zootecnico di grande valore continua a vivere e a raccontare l’identità profonda di questo territorio.

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Tipologia:
Punto di interesse

Arzachena

Arzachena è una cittadina della Gallura situata a circa 25 chilometri da Olbia, caratterizzata da un territorio ampio e variegato che alterna spiagge di rara bellezza, colline ricoperte di vigneti, paesaggi granitici di grande fascino e importanti testimonianze archeologiche. Conta circa 14 mila residenti nei mesi invernali, ma dispone di un numero analogo di posti letto, a conferma di una forte vocazione turistica e di una crescita costante dal punto di vista demografico ed economico.

Il nome di Arzachena è strettamente legato alla Costa Smeralda, simbolo del turismo d’élite nato negli anni Sessanta del Novecento e noto a livello internazionale. Accanto al turismo di lusso, l’economia locale si fonda anche sulla nautica, sull’estrazione del granito – elemento distintivo dell’architettura del centro storico – e su una solida tradizione vitivinicola, in particolare con la produzione del Vermentino di Gallura.

Dal piccolo nucleo sorto intorno alla chiesa di Santa Maria fino al XVII secolo, il centro urbano si è evoluto in un armonioso insieme di piazze, facciate in granito rosa e pietra chianca, scorci fioriti e spazi verdi animati da botteghe artigiane, boutique e locali. Il territorio comunale comprende inoltre gli storici stazzi galluresi, oggi spesso riconvertiti in agriturismi e b&b, e numerose frazioni come Abbiadori, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu e Porto Cervo.

In questo contesto ricco e dinamico riveste un ruolo fondamentale la tutela delle biodiversità locali. Ad Arzachena operano diversi custodi che preservano razze animali e varietà agricole tradizionali: Filippeddu Santino, custode del mandorlo Arrubia e Cossu, della vacca sardo-modicana, dell’asino sardo e del suino sardo; Piasotti Luca, impegnato nella salvaguardia della vacca sardo-modicana e della vacca sardo-bruna; Marchetti Caterina, custode dell’asino sardo e dell’asino dell’Asinara; Abeltino Pasqua, che tutela il cavallino della Giara e l’asino sardo; e Pusceddu Fabiola, custode del suino sardo. Grazie al loro impegno, un patrimonio di grande valore identitario continua a essere tramandato e valorizzato nel territorio di Arzachena.

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Tipologia:
Punto di interesse

Bonorva

Bonorva è un borgo affascinante situato nel cuore del Logudoro, nell’entroterra nord-occidentale della Sardegna, a circa 50 chilometri da Sassari. Il nome, probabilmente derivato dal latino *Bonus Orbis*, ovvero “buona terra”, richiama il profondo legame di questo territorio con la natura e la fertilità dell’altopiano di Campeda, da secoli vocato all’agricoltura e alla pastorizia.

Il paese conserva testimonianze straordinarie di un passato che affonda le radici nella preistoria, come la necropoli di Sant’Andrea Priu, uno dei complessi funerari più importanti dell’isola e del Mediterraneo, con le sue domus de janas scavate nella roccia oltre 5.000 anni fa. Il centro storico, con i suoi vicoli e scorci panoramici, è dominato dalla chiesa della Natività di Maria, edificata tra il XVI e il XVII secolo, che custodisce altari e opere di grande valore artistico.

Bonorva è anche un luogo dove le tradizioni artigiane restano vive, in particolare l’arte tessile realizzata su telaio orizzontale, da cui nascono tappeti e arazzi che raccontano l’identità culturale del territorio. Intorno al borgo si estende un paesaggio autentico fatto di altopiani, nuraghi, antichi affioramenti rocciosi e percorsi immersi nella natura, ideali per escursioni e momenti di quiete.

In questo contesto di profondo rapporto tra uomo e ambiente, assume grande importanza la tutela delle biodiversità locali. A Bonorva operano custodi impegnati nella salvaguardia di preziose razze tradizionali: Deriu Francesco, custode della vacca sardo-bruna, e Cossu Maria Antonietta, custode del suino sardo. Grazie al loro lavoro e alla loro dedizione, un patrimonio zootecnico di grande valore continua a essere preservato, contribuendo a mantenere viva l’identità rurale e culturale del territorio.

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Dove trovarla

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