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Cammino

Cammino Minerario di Santa Barbara

Percorso ad anello di circa 500 km nel sud-ovest della Sardegna, il Cammino Minerario di Santa Barbara collega antichi siti minerari, paesaggi naturali e santuari dedicati alla patrona dei minatori, offrendo un’esperienza tra natura e storia industriale che racconta, passo dopo passo, la memoria delle miniere e delle comunità che le hanno abitate.

Itinerario

Il Cammino Minerario di Santa Barbara attraversa il cuore del Parco Geominerario della Sardegna, uno dei territori più affascinanti e meno conosciuti dell’isola. Il percorso collega antiche miniere, villaggi operai, gallerie, laverie, siti archeologici e paesaggi naturali di grande bellezza, raccontando una storia unica fatta di lavoro, sacrificio e comunità.

Dedicato a Santa Barbara, patrona dei minatori, questo cammino è allo stesso tempo un viaggio nella memoria industriale e un’esperienza di immersione nella natura: coste frastagliate, colline, boschi e aree rurali si alternano in un percorso che invita alla riflessione e alla scoperta. È un itinerario ideale per chi cerca un cammino culturale profondo, capace di unire storia, identità e paesaggio.

Informazioni tecniche

Partenza:
Iglesias
Arrivo:
Iglesias
Tappe:
30
Giorni:
27-30
Km:
500.00
Tipo:
Anello

Punti di interesse del Cammino

Scopri i comuni che incontrerai lungo il tuo tragitto con tutto ciò che hanno da offrire.

Tipologia:
Punto di interesse

Arbus

Arbus è un territorio dal nome di etimologia incerta, che potrebbe derivare dal latino *albus*, in riferimento al colore chiaro delle rocce montane, da *arburis* per l’antica ricchezza di alberi, oppure da *arabus*, legato alle invasioni barbariche delle sue coste. Più certa e profondamente radicata è invece la sua tradizione artigiana, in particolare la lavorazione dei coltelli a lama ricurva, le *is arresoias arburesas*, simbolo di abilità manuale e identità locale.

Il comune di Arbus possiede uno dei territori più estesi d’Italia, secondo in Sardegna solo a Sassari, e occupa una vasta area del centro-sud-ovest dell’isola. Il suo litorale si sviluppa per circa 47 chilometri ed è tra i più suggestivi della Sardegna, con un alternarsi di ampie spiagge di sabbia dorata, alte dune modellate dal vento e scogliere che si affacciano su un mare cristallino.

Questa fascia costiera è conosciuta come Costa Verde, un paesaggio selvaggio e incontaminato dove alcune delle dune più alte d’Europa scendono verso acque dalle intense tonalità di azzurro e verde smeraldo. Alle spalle del mare, la vegetazione mediterranea, plasmata dal maestrale, dà forma a scenari unici, con ginepri secolari piegati fino al suolo.

Arbus è una meta scelta da chi ama luoghi autentici e non convenzionali, lontani dal turismo di massa, dove l’accoglienza è semplice e genuina, profondamente legata allo stile di vita sardo e al contatto diretto con la natura. In questo contesto riveste un ruolo fondamentale la presenza dei custodi delle biodiversità locali: Atzeni Pietro, che tutela la vacca sardo-modicana, la capra sarda e la pecora nera di Arbus; Schirru Monica e Schirru Roberto, custodi della vacca sardo-modicana; Casti Sebastiano per l’asino sardo; Lampis Mauro e Sandro, Saba Monica, Isu Paolo e Dessì Ignazio impegnati nella salvaguardia della pecora nera di Arbus, con Saba Monica attiva anche per la capra sarda; e Pala Gabriella, custode della capra sarda. Grazie al loro impegno, un patrimonio zootecnico di grande valore continua a vivere e a raccontare l’identità profonda di questo territorio.

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Tipologia:
Punto di interesse

Calasetta

Calasetta è un pittoresco borgo dell’isola di Sant’Antioco, sulla costa sud-occidentale della Sardegna, affacciato su un mare turchese e luminoso. Con poco più di 2.500 abitanti, conserva un’atmosfera intima e autentica, fatta di case dai colori vivaci, stradine acciottolate e un ritmo di vita lento e profondamente legato al mare.

La storia del paese è indissolubilmente legata alla comunità tabarkina, giunta qui nel XVIII secolo dall’isola tunisina di Tabarca. Questa origine ha lasciato un’impronta evidente nella lingua, nelle tradizioni, nell’architettura e nella cultura locale. Il centro storico, con le sue abitazioni basse dai tetti rossi, le facciate chiare o pastello e i dettagli di influenza ligure, racconta ancora oggi questa eredità mediterranea.

Il territorio di Calasetta è impreziosito da spiagge di grande fascino come Sotto Torre e Le Saline, caratterizzate da sabbia dorata, acque cristalline e tratti di costa rocciosa che si alternano a piccole insenature. Le dune e i fondali ricchi di vita marina rendono l’area ideale per escursioni, snorkeling e immersioni. Il porto rappresenta il cuore pulsante della vita sociale del borgo, luogo di incontro, eventi e manifestazioni che rafforzano il senso di comunità.

Accanto al patrimonio naturale e culturale, Calasetta custodisce anche importanti tradizioni agricole legate alla terra. In particolare, assume un valore significativo la tutela della biodiversità locale. A Calasetta operano due custodi impegnati nella salvaguardia della lenticchia nera di Calasetta, varietà agricola identitaria e preziosa: Ricci Michele e Aresti Marianna. Grazie al loro impegno, questa coltura tradizionale continua a essere preservata e valorizzata, contribuendo a mantenere viva la memoria agricola e l’identità del territorio.

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Tipologia:
Punto di interesse

Carloforte

Carloforte è un affascinante borgo sull’isola di San Pietro, nel sud‑ovest della Sardegna, a circa 60 km da Carbonia. Con circa 6.000 abitanti, il paese è celebre per le sue case color pastello, le stradine lastricate e l’atmosfera vivace che fonde tradizione marinara e cultura ligure, tramandata dai coloni tabarchini giunti da Tabarca nel XVII secolo.

Il centro storico è un intreccio di vicoli che si affacciano sul porto, cuore pulsante della vita cittadina, dove ogni giorno i pescatori attraccano con le loro imbarcazioni e i ristoranti propongono specialità locali a base di tonno, molluschi e altri prodotti del mare. Le facciate colorate, i balconi fioriti e i cortili interni raccontano la storia di una comunità orgogliosa delle proprie radici mediterranee.

Carloforte vanta una forte tradizione gastronomica, con particolare attenzione alla lavorazione del tonno e alla preparazione di dolci tipici come la “cucuruzza” e i biscotti tabarchini. Il Festival del Tonno, che si svolge ogni anno, attira visitatori da tutta l’isola e dall’estero, celebrando il legame profondo tra la comunità e il mare.

Le spiagge circostanti, come La Bobba e Guidi, offrono sabbia dorata e acque cristalline, mentre sentieri panoramici e percorsi naturalistici permettono di scoprire scogliere a picco sul mare, calette nascoste e la macchia mediterranea che ricopre le colline interne. Carloforte è dunque un vero paradiso per chi ama vela, snorkeling e trekking.

In questo contesto di grande valore naturale e culturale, assume un ruolo fondamentale la tutela della biodiversità agricola. A Carloforte opera Di Pasqua Erica, Agricoltore Custode di Facussa (*Cucumis melo L.*), una varietà tradizionale di melone locale. Grazie al suo impegno, questa coltura autoctona continua a essere preservata e valorizzata, contribuendo a mantenere viva l’identità agricola e culturale dell’isola e a trasmettere alle future generazioni un patrimonio rurale unico e prezioso.

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Tipologia:
Punto di interesse

Fluminimaggiore

Fluminimaggiore è un comune del sud-ovest della Sardegna, incastonato tra montagne, vallate verdi e una costa aspra e selvaggia affacciata sul Mar di Sardegna. Il paese si sviluppa lungo il corso del fiume Mannu e conserva un profondo legame con la sua storia mineraria, che per oltre un secolo ha segnato il paesaggio e l’identità della comunità locale.

Il territorio circostante è caratterizzato da rilievi calcarei, boschi di lecci e macchia mediterranea, attraversati da numerosi sentieri ideali per escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo. Tra i luoghi di maggiore interesse naturalistico spiccano le Grotte di Su Mannau, uno dei complessi carsici più importanti della Sardegna, frequentato fin dall’antichità come santuario nuragico e oggi apprezzato per la sua straordinaria bellezza.

Il comune si estende fino alla costa, dove si trova la spiaggia di Portixeddu, un ampio arenile di sabbia dorata bagnato da acque limpide e spesso ventose, meta prediletta per surfisti e appassionati di sport acquatici. Le scogliere e le calette vicine offrono ambienti intatti e poco frequentati, ideali per chi cerca silenzio e contatto diretto con la natura. Il territorio custodisce anche importanti testimonianze archeologiche, come il Tempio di Antas, dedicato al dio Sardus Pater, immerso in una valle verde e suggestiva.

In questo contesto di forte legame con la terra assume grande valore la tutela delle biodiversità agricole locali. A Fluminimaggiore operano custodi impegnati nella salvaguardia di varietà tradizionali: Liscia Martino, custode del Fagiolo bianco di Fluminimaggiore e del granoturco (mais) bianco, e Congia Annalisa, custode del Fagiolo bianco di Fluminimaggiore. Grazie al loro impegno, un patrimonio agricolo prezioso continua a essere preservato e tramandato, contribuendo a mantenere viva l’identità rurale e culturale del territorio.

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Tipologia:
Punto di interesse

Musei

Musei è un piccolo comune del sud-ovest della Sardegna, situato nel territorio del Sulcis, immerso in un paesaggio di dolci colline, vigneti e aree rurali che raccontano una Sardegna agricola e silenziosa. Lontano dal turismo di massa, il paese offre un’esperienza autentica, fatta di tradizioni, ritmi lenti e un forte legame con la terra.

Il territorio custodisce importanti testimonianze storiche, tra cui nuraghi, domus de janas e resti di insediamenti punici e romani, che attestano una frequentazione umana millenaria. La vita del paese è strettamente legata all’agricoltura, alla pastorizia e alle attività rurali che da sempre caratterizzano il Sulcis. Il centro storico, raccolto e ordinato, mantiene un’atmosfera familiare con case semplici, piazze tranquille e una vita comunitaria scandita da feste religiose e popolari, che preservano le tradizioni locali.

Il paesaggio agricolo di Musei è ideale per chi ama il turismo lento e sostenibile: passeggiate tra campi e vigneti, visite alle aziende agricole e alle cantine locali permettono di scoprire un territorio discreto ma ricco di fascino. La gastronomia riflette questa vocazione rurale, con piatti genuini a base di prodotti locali, formaggi, pane tradizionale e vini tipici del Sulcis.

In questo contesto, riveste particolare importanza la tutela della biodiversità agricola. A Musei operano custodi impegnati nella salvaguardia di legumi tradizionali locali: Cocco Antonello, Pireddu Fulvio e Secci Claudia sono custodi del Cece di Musei a fiori bianchi; Portas Giovanni custodisce sia il Cece di Musei a fiori bianchi sia il Cece di Musei a fiori viola; Franzina Simone Pietro e Pisano Doriano si prendono cura del Cece di Musei a fiori bianchi, del Cece di Musei a fiori viola e della Lenticchia nera di Calasetta. Grazie al loro impegno, questi preziosi legumi autoctoni continuano a essere preservati e trasmessi alle future generazioni, mantenendo viva l’identità agricola e culturale di Musei.

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Mappa interattiva

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